Picchiata e palpeggiata davanti all'autista , nessuno è intervenuto

10:33


Ho fatto questo video ieri sera a caldo, perché volevo condividere con tutti voi quello che ho provato in quella situazione e l'emozioni di quel momento; sicuramente episodi simili saranno accaduti anche ad altri/e volevo sentirmi e far sentire meno sole quelle persone. Non mi piace sentirmi vittima, non mi piace sentirmi impotente, non mi piace neppure la realtà dei fatti da accettare ovvero quella di dover prendere una decisione tra la mia sicurezza e la mia libertà.

Ieri sera sono andata a vedere l'anteprima di un film a cui ero stata invitata, come molte altre donne/ragazze scelgo eventi a cui andare da sola di sera in base all'orario ed al luogo. Ho indossato vestiti grigio scuri-neri e nei jeans lunghi nonostante il caldo perché ipotizzavo di fare tardi. Anche solo dover pensare a queste cose mi infastidisce.
Esco dal cinema e vado a prendere un autobus, arrivo alla stazione Termini e lì vedendo il tram arrivare corro a prenderlo tanto da non vedere neppure se fosse una corsa limitata o meno; sono le ore 23:00.
Salgo davanti di fianco all'autista, seguo uno dei vecchi consigli che vengono dati alle donne quando girano sole; la signora davanti a me chiede al conducente se fosse una linea limitata, io non sentendo la risposta mi fermo sul gradino e gli faccio la stessa domanda; mentre aspettavo la sua risposta - un semplice sì o no, nulla di troppo prolisso- un uomo sui 50-60 anni tarchiato dietro di me mi da un fortissimo schiaffo sul sedere con la scusa di dirmi di sbrigarmi, come si fa per i cavalli. Le scale erano libere e di fianco a me era salita sua moglie, lui non ha deciso di fare lo stesso percorso, ha voluto sfruttare una situazione.

Io ho reagito inorridita con un "ma come si permette di darmi una botta sul culo?" "questa è violenza!".
Il tutto davanti all'autista che non ha detto mezza parola.

Un ragazzo davanti a me mi chiede cosa fosse successo e con chi ce l'avessi, si mette a parlare animatamente con l'uomo dicendogli che era un cafone e non si fanno certe cose, nel mentre "il violento" mi risponde con : Che sarà mai , mi ride in faccia e quando gli dico che quella era una violenza mi dice di stare zitta, aggiungendo qualche offesa nella sua lingua e mi guarda con fare minaccioso.
L'uomo rimane con la schiena attaccata al gabbiotto del conducente, il ragazzo fa da scudo tra me e l'uomo e io rimango in piedi davanti alla signora che aveva prima di me chiesto l'informazione all'autista. Rimango per un po' come addormentata, come se la mia testa fosse altrove ed il corpo solo un involucro vuoto, poi ho iniziato ad avere una crisi respiratoria che fortunatamente non è sfociata in un attacco d'asma di cui ho sofferto in passato. Inizio a respirare in modo faticoso, faccio grandi respiri ma sono spezzati, inizio a sudare freddo, avere tremori e arrivano i singhiozzi; non riesco a parlare, respirare e ho una sensazione simile allo svenimento.
La signora davanti a me è impassibile, non mi chiede nemmeno come sto.
Un altro signore mi chiede come mi sento, mi cede il suo posto, un altro signore davanti mi dice di stare tranquilla, il ragazzo sta parlando con l'uomo, mi dice di respirare piano e che è tutto finito.
Io scoppio in lacrime, in singhiozzi rumorosi.

Mi sento vittima di qualcosa di ingiusto, mi sento ferita ed umiliata perché qualcuno si è preso libertà con la mia persona ed il mio corpo che nessuno dovrebbe fare, ho visto una persona che non solo era un violento ma ha utilizzato questa scusa per farmi fisicamente male, per fare una violenza anche a sfondo sessuale su di me ed ho visto un tram intero di persone rimanere ferme, a parte una.
Ho visto colui che rappresenta "l'autorità" su di un mezzo pubblico far finta di nulla.
Ho visto la mia persona essere messa sotto i piedi dall'uomo, e la mia violenza subita essere sminuita da tutti quelli che hanno ignorato il tutto. Mi sono sentita un essere umano di serie B, non meritevole di empatia, di diritti, di libertà di girare la sera.

Seduta sul mio posto singhiozzavo in maniera rumorosa, e oltre tutte le altre sensazioni anche questo mi feriva perché stavo avendo un crollo davanti a tutti.
Ho chiamato il mio fidanzato per tranquillizzarmi, avevo paura di quella "me" che a stento riusciva a respirare, che si stava sentendo male in un luogo pieno di gente ma corrispondente ad un'isola deserta.

Il tizio violento è sceso.
Il signore davanti a me non è intervenuto nella faida verbale, ma mi ha costantemente detto parole gentili, fino a che non è sceso.
Poco prima della mia fermata ho preso il coraggio e ho anche messo da parte l'imbarazzo (mi sentivo imbarazzata io per l'accaduto, come se io avessi fatto qualcosa di non adatto davanti a tutti), e chiedo all'autista del mezzo, gli chiedo "Ha visto cosa è successo davanti a lei?" mi dice di Sì, gli chiedo una delle domande più ingenue e da cartone animato dei miei 27 anni, e gli chiedo "Scusi perché se ha visto non ha fatto nulla?".
Ho dovuto ripetere questa domanda tre volte, fingendo di non sentirmi e forse sperando arrivasse la mia fermata e mi levassi dalle scatole, alla fine mi risponde: E che potevo fare io?
Gli rispondo che poteva apostrofarlo, poteva anche farlo scendere dal mezzo, vista l'inciviltà della persona.
Mi ha risposto: che lui non può.
Mi ha risposto anche scocciato con quel tono con cui si risponde, a chi vuole fare problemi inutili.

Il lavoro del conducente è guidare e non fare il paladino della giustizia, lo capisco perfettamente ma credo che in casi di emergenza (quella che probabilmente non era la mia) non intervenire sia una mancanza di soccorso, e in casi di emergenza possibile che non possano chiamare nessuno?
Se quel ragazzo non si fosse messo in mezzo, magari il tizio avrebbe potuto continuare a picchiarmi e ferirmi, l'autista avrebbe continuato a guidare come se nulla fosse?
Fortunatamente ho avuto "solo" un crollo nervoso/attacco di nervi o non so cosa; ma se avessi avuto un attacco d'asma sul tram? sarei morta soffocata lì tra l'indifferenza totale mentre l'autista "non può fare nulla"?

Capisco che ognuno voglia fare il proprio lavoro con meno rogne possibili, ma il modo in cui mi ha risposto l'autista non era empatico, non era un "mi dispiace ma purtroppo non posso farlo, rischio il lavoro" ma sono stata trattata come una piantagrane, come se io avessi creato problemi, come se io mi fossi comportata da incivile.

In ogni caso non so il nome dell'uomo ma ricordo il suo volto, quello di sua moglie e addirittura il vestito di lei. Ricordo le facce delle persone che mi hanno detto anche una parola gentile e fatto sentire tranquilla, solo uomini e ragazzi non italiani mi hanno aiutata.

Sapete è davvero brutto vedersi sminuiti, vedere gli altri indifferenti alla violenza. E' brutto arrivare alla conclusione di non poter essere indipendenti o liberi e non per motivi personali ma per quello che rappresenti: sei una ragazza.
Sono un'adulta e vorrei come minimo poter avere gli stessi orari di Cenerentola, ma a quanto pare non posso. Dovrò essere perennemente infantilizzata alle abitudini dei non adulti, dovrò ricorrere a accortezze da paese premoderno: poter girare solo se accompagnata da un ragazzo.

Non sto dicendo che si doveva scatenare il far west, assolutamente no!
A volte basterebbe solo fare gruppo e condannare a parole un certo gesto perchè se non si interviene si è complici.

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