Lo spot intimissimi #ImAStory : Da ricercatrice a modella. Vi piace?

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 Una ragazza che mi segue mi ha segnalato lo spot Intimissimi chiedendomi cosa ne pensassi.
Lo spot presenta una modella che racconta la sua storia voleva diventare una ricercatrice ma poi è finita per fare la modella stimolando le ragazze a raccontare la loro storia con un hashtag.

Quello spot è un passo avanti o un passo indietro?

Vedendo il video ho avuto un piccolo shock iniziale, ma dopo qualche secondo ho capito che era solo frutto di alcuni miei pregiudizi e che in realtà lo spot conteneva molti messaggi positivi.

Cosa mi è piaciuto dello spot:
  • il contesto casual
Shlomit Malka ha un trucco naturale, è vestita in maniera curata ma discreta e soprattutto si trova in un contesto che ricorda quello casalingo. Mi è piaciuto che non si sia puntato sul suo corpo o su una sensualità esasperata né sull'opulenza di uno stile di vita VIP. Insomma non viene presentata come una bellona inarrivabile, né come una bomba sexy che potrebbe farti sentire una piccola fiammiferaia né tanto meno come una ragazza che ora vive nel lusso sfrenato grazie allo status di modella. Mi piace questa costruzione paritaria e anche onesta che non punta su messaggi distorti.

  • lo storytelling 

Nonostante si stia facendo un casting per diventare modella e quindi l'aspetto fisico avrà per forza un peso importante sulla scelta, dare importanza alla storia personale e al raccontarsi è una cosa molto rara in questo contesto. Spesso questi contest hanno come fine il corpo stesso #IlVoltoPer, qui si dà importanza anche alla storia della persona che possiede quel corpo. Una cosa rara e molto positiva.

Questi due espedienti potrebbero creare un contesto molto interessante in cui le aspiranti testimonial potrebbero vivere la competizione in un modo molto sano, non ci sarà una radiografia sul corpo delle altre, non ci saranno commenti di svalutazione a chi ha il "difetto fisico" più visibile; ma si potrebbe creare un dialogo tra le concorrenti, un'empatia leggendo le storie altrui e potrebbe crearsi una competizione con uno spirito molto positivo.

Il pregiudizio sta proprio nel credere che l'emancipazione di una ragazza si riduca alla professione che fa, è proprio lì l'errore perché l'emancipazione è la libertà di scegliere.
Non dobbiamo cadere nell'errore di limitare emancipate a solo quelle donne che fanno le ricercatrici o le astronaute e bollare il resto come "donne non emancipate", dovremmo riconoscere come emancipate tutte colore che scelgono liberamente di fare quello che vogliono, quelle che si migliorano, si specializzano professionalmente e si battono per essere rispettate in ambito lavorativo qualunque esso sia riconoscendone la professionalità.

La ragazza sopra ha scelto; poteva fare la ricercatrice ma ha scelto liberamente di fare la modella, è stata notata perché molto bella ma si è affermata nel mondo della moda perché brava, ogni professione richiede competenza e smettiamola di ridurre la professione di modella all'essere belli e basta perché non è assolutamente così, con questo errore togliamo dignità a molte professioniste.

Per tutte queste cose credo che questa pubblicità sia un passo avanti per i contest di moda, per i pregiudizi ma soprattutto fa una domanda importante alle ragazze "chi siete?", al contrario delle solite domande onnipresenti: "come sei fatta?" "sei pronta per la prova costume?" "sei abbastanza sexy?" "sai conquistare un uomo?".

Quindi sì per me questo spot è un passo avanti.


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1 commenti

  1. Fireya Von Amarth24 giugno 2015 15:02

    Io questa pubblicità l'ho percepita come "volevo fare la ricercatrice, poi ho buttato tutto in vacca, tanto sono una donna, dove voglio andare?"
    Probabilmente non è quello il messaggio, ma in un primo momento è quel che viene da pensare.

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