Sorrentino si affida al culo

13:15

Faccio una piccola introduzione per evitare che qualcuno mi scambi per una moralista o la moglie del reverendo Lovejoy della situazione, il mio problema non è tanto il nudo ma come il nudo e il corpo è presentato, "giustificato", guardato.

Ieri ho visto per la prima volta i manifesti del nuovo film di Paolo Sorrentino di cui avevo già visto il trailer, non sono una grande fa di Sorrentino i suoi unici film che salvo sono Il divo e L'amico di famiglia.


Già in La grande bellezza il corpo femminile di comparse era stato utilizzato come scenografia senza alcun fine artistico ma giusto per dire: guarda ci sono le tette vieni a vedere il mio film, non era il poster del film ma bensì un'immagine promozionale (la prima della lista se cercate il titolo del film su Google immagini = la più cliccata), in questa immagine vediamo Gep vestito come in una puntata de Il mio grasso, grosso matrimonio gipsy che annoiato guarda altrove con una ragazza con un look un po' alla corteggiatrice di uomini e donne si contorce con un intento di sensualità forzata tanto da farla sembrare colpita da coliche. Quando ho criticato La grande bellezza per l'uso che si faceva del nudo totalmente gratuito e figlio di un uso del corpo femminile un po' poraccio che deriva direttamente da Colpo grosso più che da Botticelli, mi è stato detto di non aver capito il film il cui intento era mostrare ciò e criticarlo; ok poteva esserci.

Oggi però il nuovo film di Sorrentino dovrebbe trattare la giovinezza la crisi di mezza età, condito con scene e situazioni che fanno eco ad un dubbioso Guido che va a Fiuggi per pensare al suo nuovo film, Sorrentì puoi fare l'originale con chi vuoi ma io Fellini lo conosco e ho visto Otto e mezzo.


Le locandine che hanno invaso roma e credo tutta l'italia sono queste.
Iniziamo dal principio : la nudità.
Di per sè la nudità non ha nulla di volgare né è simbolo del male, il problema è come si usa la nudità; personalmente non credo sia giusto che in grandi spazi pubblici ci sia nudo ovunque perché se in tv posso decidere cosa guardare per strada mentre aspetto l'autobus no, e non è giusto che io sia obbligata ad essere esposta a tette, culi e piselli volanti da tutte le parti. Non è giusto inondare la gente di materiale con gente nuda perché gli spazi aperti prendono un target di gente diversissimo che si potrebbe sentire  infastidito, offeso o ancora distratto da un culo volante alto un metro; i poster da me visti erano sulla Cristoforo Colombo una strada discretamente trafficata di Roma dove le auto vanno anche abbastanza veloci essendo rettilinea; insomma non facciamo i finti tonti il nudo distrae e attrae l'attenzione e posizionarlo su strade del genere mi sembra sbagliato.

La nudità artistica o quella medica sono un conto, dal dottore non c'è certo un clima di sensualità da bollenti spiriti e lui non vi guarda certo come vi guardano certi viscidoni quando camminate per strada con il cappotto fino ai piedi; la nudità può essere presentata sotto diversi aspetti e quella sensuale o che ricordi il sesso è tra le più banali e usate del mondo; il sesso vende sempre ma sì scegliere questa via è molto banale così come scegliere il gelato limone e fragola.

Il poster è marketing, in molti mi hanno detto "dovremmo aspettare di vedere il film per capire il poster", ma non funzionano proprio così le cose! Il poster è la pubblicità di un prodotto: il film, ha come fine quello di presentartelo, invogliarti ad andarlo a vedere, farti capire quello che accadrà o fartelo credere, utilizzando scene ambigue e farti credere che vedrai altro.
Ecco per questo film è accaduta quest'ultima cosa si è deciso di buttare nel cesso le scene del film (alcune anche molto belle), di non far risaltare neppure il famosissimo attore statunitense: Michael Caine per rinchiuderlo nell'angolo più lontano, una chiazzetta grigia e la sua presenza è diventata meno importate del vero protagonista del poster : IL CULO.
Il culo è il vero protagonista del poster ed è estraniato da colei che lo possiede (le hanno pure tagliato metà testa) e non ha un'identità non vedendola in volto, per noi spettatori solo il culo ci parla di lei non sappiamo se sia un'attrice protagonista o una comparsata di una modella o attrice non professionista; se fosse il sedere di Rachel Weisz sarebbe abbastanza imbarazzante, stiamo parlando di un'attrice famosa riconoscibile e con dei fan, un'attrice premio oscar per un film di critica socio politica e tu anzichè sfruttare la sua popolarità, la sua faccia famosa la riduci ad un culo anonimo che potrebbe essere di un'attrice, o la prima ragazza che passa per la strada estremamente belle ma senza alcuna carriera o professione.

Questa scena all'interno del film non mi piace MA all'interno del film una scena del genere è contestualizzata e magari bilanciata cosa che per ovvi motivi non può accadere all'interno della città tra un'auto, un albero e un palo della luce.

Partiamo subito con l'analizzare il poster, in molti di voi diranno "è un'opera d'arte non è classificabile", fermi un attimo questo fermo immagine nel film avrà anche un significato aulico, lo spero ma al momento questo fermo immagine anche se fosse arte è soggetto e manda tutti i messaggi che in parte ci "influenzano", è provato dai Gender studies (e non dalla sottoscritta) che nella costruzione della nostra personalità e idea di mascolinità o femminilità siamo in parte influenzati dai modelli che i media ci propongono, non sto dicendo che i media sono responsabili ma diciamo che ci mettono il tarlo all'orecchio soprattutto se i loro messaggi sono abbastanza univochi; insomma quante volte vediamo modelli nudi sui cartelloni pubblicitari con pene e culo al vento nudo? non ne ricordo nemmeno uno, non ricordo nemmeno manifesti pubblicitari con donne che fanno la faccia da viscidone come i due sopra guadando un ragazzo nudo privo di identità (= senza faccia). Questo vuol dire che il trattamento che si fa del nudo e corpo femminile e maschile è diverso e quasi sempre è : l'uomo guarda la donna è guardata.
Un messaggio sensato sarebbe una pubblicità che offra un ruolo paritario anche nell'attrazione e con questo non dico : oggettivate anche l'uomo, ma dico che la stessa identica cosa si può dire in un modo vecchio e retrogrado ed in un modo innovativo.



Vi faccio un esempio, il poster di Youth mi ha ricordato i vecchi film da sguardo nel buco della serratura con la Fenech, il poster del film è onesto con quello che andrà a far vedere: una commedia scollacciata con personaggi che faranno a gara per chi vede più centimetri di corpo della poliziotta.

(qui potrei anche aprire un lungo discorso, visto che secondo studiosi uomini il cinema erotico italiano era una copertina di Linus per la mascolinità italiana spaventata dalla rivoluzione femminista, dalle donne emancipate e con questi film potevano nascondersi in un angolo in cui la donna era lì sotto il loro sguardo del buco della serratura. Lo stesso discorso potrebbe valere anche per il caro Sorrentino che forse questi libri di teoria cinematografica farebbe bene a leggerli)

Il problema è come utilizzare il nudo, il fine di Sorrentino non è concentrarsi sui due viscidoni che saltano sull'attenti per il nudo della donna, perchè anche noi abbiamo il suo sedere piazzato in primo piano (quasi al centro dell'immagine), in genere caro Sorrentino la parte destra dell'immagine va lasciata vuota per renderla più dinamica. Quello che è posizionato al centro dell'immagine coglie subito la nostra attenzione SEMPRE soprattutto se in primo piano rispetto al resto; quindi NO l'obiettivo non era il lontanissimo michael caine che a 4 metri di distanza potrebbe sembrare Pippo Franco o Toni Servillo ma un culo, lo stesso che forse dovrebbe appartenere ad un'attrice premio oscar e famosa a cui implicitamente questo poster dice: Sei famosa, brava ma non ce ne frega un cazzo sei una donna facci vedere il culo o GTFO.

Sorrentino è un regista famoso e riconoscibile soprattutto in italia se il suo nome non acchiappa pubblico e deve utilizzare un culo anonimo per farlo allora forse lui vale meno di un culo di donna qualsiasi, ed il suo film non ha molto da dire più della pubblicità dell'anticellulite.


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1 commenti

  1. Stessa identica cosa io quando ho letto la trama, mi sa che il regista a corto di idee è proprio Sorrentino. Fa bene ad affidarsi al culo gli resta solo quello

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