Vladimir Luxuria è libera, la mente degli italiani no

16:35


Ieri Vladimir Luxuria è stata arrestata in Russia e poi fortunatamente liberata.
In Russia è reato fare propaganda gay = difendere la comunità LGBT e si rischiano i lavori forzati in Siberia, come raccontava Nadia delle Pussy riot (anche loro libere, ora).
Rendere illegale l'omosessualità ha reso i membri della comunità LGBT torturabili a proprio piacimento dai gruppi omofobi.
Vladimir Luxuria con una troupe televisiva ha deciso di andare in Russia e sventolare una bandiera con scritto "Gay is ok", è stata arrestata.
Con questa notizia tutte le menti che dovrebbero sussurrare e basta hanno urlato, c'era chi chiedeva a Putin di tenersela, chi dopo anni continuava a ridere sull'aggettivo da usare se al maschile o al femminile, chi riteneva quella manifestazione una pagliacciata.
L'Italia è un paese ipocrita che dice "non sono razzista/omofobo MA...", il paese che urla "tornassero a casa loro" con la badante straniera e pagata in nero, quelli che si indignano alla parola "pedofilia" ma caricano prostitute minorenni dal marciapiede, quelli che dicono cose omofobe e vanno a trans di nascosto dalla moglie/amici.

Quanto è facile per me e per tutti gli altri scrivere dietro un pc con le chiappe sulla sedia che l'omofobia è una cosa brutta che i diritti umani sono importanti? Molto facile.
Quanto sarebbe facile andar lì, rischiare la galera ed i lavori forzati in Siberia per dire le stesse cose contenute in questo post?
per nulla.

Bisogna essere sinceri con se stessi ed ammettere i propri limiti, mi sono domandata:
 "io avrei avuto il suo coraggio?"
la risposta è stata : NO.
quindi il minimo che io possa fare è ammirarla e sostenerla.
IL MINIMO.

C'è chi ha apostrofato il gesto come "marketing" perchè c'erano le telecamere, come se con una telecamera puntata un bel gesto non fosse più tale.
Cristina Plevani (vincitrice della prima edizione del grande fratello) appella come Cazzata provocatoria una manifestazione in difesa dei diritti umani.


Il tweet presente è stato poi stranamente cancellato, però rimane quello sui Marò.
Noi italiani riusciamo sempre a fare un minestrone con tutto, a creare slogan che potenzialmente potrebbero ribaltare ogni discussione ma sono palesemente ritornelli vuoti.

Che affinità ci sono tra un caso di omicidio e una manifestazione dei diritti umani? Paragonare due pescatori uccisi con lo sventolare una bandierina?
Sono sicura che coloro che hanno scritto "vai in un altro paese, devi rispettare le loro regole" se facessero parte di una minoranza torturata nel proprio paese sarebbero ben felici di ricevere persone coraggiose che manifestano (rischiando la propria libertà) per sostenere la loro.

Le persone che rischiano in prima persona la propria libertà per difendere quella di qualcun altro vanno ammirate e prese come esempio!

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