Oppressed majority, il corto che vi farà spaventare.

14:41

 Molte cose sono percepite come "normali" ma in realtà non lo sono, vivendo per decenni in una condizione è difficile classificarla come assurda o sbagliata.

Il concetto del corto di Eléonore Pourriat è semplice quanto efficace, ribaltare i ruoli e capire quanto certe normalità siano assurde.
Nel suo corto vediamo un ribaltamento di ruoli, tutte le discriminazioni e violenze quotidiane subite da donne vengono subite dai protagonisti maschili. Apprezzamenti non richiesti, l'impossibilità di poter chiedere rispetto, la poliziotta che giustifica lo stupro in base ai pantaloncini corti indossati dall'uomo, l'uomo che lavora nel distretto trattato come un cameriere con vezzeggiativi non adatti ad un luogo di lavoro, l'uomo costretto a coprirsi con un passamontagna perchè la moglie è gelosa.
Quello che vediamo è un uomo impossibilitato a vivere la propria vita in libertà. Perchè queste situazioni quotidiane ci spaventano solo se le vediamo ribaltate?
La Pourriat ha rivelato che il suo fine era proprio quello : spaventare.

Quando parlo con dei miei amici o conoscenti, spesso non si rendono conto di quanto tutte queste occasioni siano quotidiane per una ragazza: la mano sul sedere nell'autobus, il tizio che ti strofina il pacco addosso in una metro non affollata, tizi che ti inseguono in macchina all'urlo "carina, dove vai?", gente che urla le peripezie sessuali che farebbe con il tuo corpo come se fossero dei complimenti, tizi che si arrabbiano se rispondi male ai loro "complimenti" da viscidi, ragazze che non escono con gli amici perchè "il ragazzo non vuole", donne e uomini che giustificano lo stupro in base alla lunghezza della gonna o dei pantaloncini, uomini che parlano di stupro come premio per la propria bellezza o come insulto per le meno carine con frasi come "sei brutta non ti stupra nessuno".

PS. ovviamente trovo aberrante la reazione ilare dei più quando si parla di stupro maschile da parte di una donna; è ugualmente stupro e deve avere la stessa gravità.

Qual è l'ingiustizia che subite e vi fa sentire meno libere?
La mia, sono gli appellativi o gli apprezzamenti da viscidi ai quali se rispondi scateni l'ira del gruppetto.

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2 commenti

  1. Letizia Pizzarelli11 febbraio 2014 16:03

    non si può essere sovrappeso perché appena esci c'è sempre qualche stupido in macchina o non che ti fa battutine sul tuo corpo. E non te ne puoi stare da sola senza qualche amico maschio perché ci sono sempre ragazzi insistenti che cercano di combinare qualcosa come se stessi ad aspettare lui per un'avventura e ti chiamano prostituta perché non cedi alle loro "lusinghe"

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  2. Rita Napoletani13 febbraio 2014 16:34

    Grazie per averlo condiviso! Il fatto che queste situazioni siano percepite come "strane" se vissute da un uomo effettivamente mi spaventa, perché significa che ormai le stesse situazioni vissute da una donna sono tollerate e nella normalità...

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