selfie e l'età adulta

12:00

Maglia che fa cagare a tutti o quasi QUI


è notte, sono insonne e ho appena fatto shopping di prodotti bio, il mio viso con il face &body di MAC sta chiedendo perdono creandomi dei crateri poco graditi.
Riflettevo che ultimamente mi faccio pochi selfie, il che è davvero una tragedia perchè ho la stessa foto su Whatsapp da un millennio e non trovo nulla con cui sostituirla; vuol dire che sono diventata vecchia, una volta mi facevo così tante foto e non vedevo l'ora di metterle come foto profilo, l'indecisione portava al cambiamento ossessivo; in realtà mi sono annoiata di tante cose.

Vi ricordate il senso di sorpresa durante i vostri primi mesi su Facebook quando qualcuno leggeva o guardava una cosa linkata sul vostro profilo? La gioia nel nascere di una discussione?! Ora io non provo più tutto ciò, provo quasi un fastidio vorrei parlare con quegli amici personalmente per fare discorsi veri e non lunghi 4 secondi appena.

Ricordo quando vidi per la prima volta i video di willwoosh, davano voce ai nostri pensieri come sugli spoiler o su coloro che vogliono pagare... tutte quelle cose che hai sempre pensato ma coinvolgendo un tuo amico non potevi raccontare a nessuno; la stessa sensazione l'ho trovata con le pagine fan facebook di momenti o ricordi, come il Winner taco. Ora non c'è più sorpresa.

L'aggiornamento ossessivo della quotidianità banale è diventato qualcosa di superfluo, ho finalmente capito che della mia faccia, della mia scaloppina o della mia frase del cuore non frega un cazzo a nessuno e sotto sotto nemmeno a me.

Questo non vuol dire che chi condivide sbaglia, vuol dire che per lui/lei è degno di un click.

Credevo che con la crescita avrei raggiunto un senso di pienezza, tutto ciò che avevo visto, letto, sentito, provato avrebbero occupato un posto; credo che sia il contrario perché il senso di vuoto e di incertezza di una mente atea corrispondono secondo me all'età adulta.

Da adolescente credevo di aver inquadrato tutto, ora non posso fare a meno di concentrarmi e vedere solo ciò che non so, che non ho capito, che non ho scoperto, che mi manca creando un circolo vizioso infinito; dopo tutto credo sia una bella sensazione. Il senso di vuoto è per me una sensazione familiare e secondo me l'assenza di sentieri è la metafora dell'età adulta.

Nella mia mente questo discorso ha un nesso, lo ha effettivamente? Cos'è per voi essere adulti?



scritto alle 02:23 del 4/01/14 e pubblicato automaticamente in un orario decente.

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3 commenti

  1. vabbeh che io mi faccio selfie a 37 anni da quando ho un cellulare con fotocamera decente (quindi abbastanza anni), ma non vuol dire che non sono adulta :-D
    Riguardo alle discussioni su FB.o nei social o nei forum: io li ho SEMPRE odiati. Non parlo solo di discussioni animate di chi ti da contro, ma anche quando si parla in sintonia, di cose alle quali si è pienamente d'accordo, come ora insomma. Preferirei mille volte parlare faccia a faccia con te di questo (non è che magari sali a Milano domenica prossima per il "raduno OkashiLau"? sarebbe bellissimo <3) però anche così mi accontento :-)


    Alla tua domanda cos'è essere adulti ho parecchio da dire. Potrei anche farne un post :-D quasi quasi..

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  2. Paola Calcagno4 gennaio 2014 14:44

    Le selfie io non le so fare e nemmeno so mettermi in posa quando le foto me le fanno gli altri. Discorso chiuso.
    Volevo però dire una cosa sulla conclusione: "Da adolescente credevo di aver inquadrato tutto, ora non posso fare a meno di concentrarmi e vedere solo ciò che non so, che non ho capito, che non ho scoperto, che mi manca creando un circolo vizioso infinito"
    Mi rendo conto, crescendo ed approfondendo e leggendo, leggendo, leggendo...che più sappiamo più ci rendiamo conto di non sapere e cerchiamo di colmare quel vuoto conoscendo di più. Mannaggia a Socrate.
    E' la tua sete di conoscenza, che ti porta a non accontentarti mai. Nulla di più sano.
    Sulle discussioni Facebook: mmmhh...mi rendo conto che la gente fa un uso malato del mezzo. Tipo spiare, mettere zizzania...un'angoscia. Però mi piace l'idea di poter condividere la mia vita con le tante persone che mi sono lontane. Miei veri amici ora distanti. E poi ho conosciuto un sacco di persone interessanti come te, Lau, Luca e altri con cui si intavolano belle discussioni o si scherza!
    In questo periodo di clausura da studio è una manna. Ma forse chi interagisce da Smartphone ha una percezione differente, più continuativa della mia.

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  3. Letizia Pizzarelli4 gennaio 2014 14:51

    essere adulti è essere consapevoli di ciò che è davvero importante per se stessi, è avere sempre il coraggio lottare continuamente per il proprio modo di pensare/esprimersi/vivere/ mantenendo sempre un certo rispetto per chi è diverso o deve ancora crescere... Senza cercare sempre l'approvazione di qualcuno al di fuori di noi stessi.

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