Ho detto una BUGIA - amarcord

17:08

Amarcord (che in dialetto romagnolo è Io mi ricordo, l'ho usato in quel senso più che nel senso artistico felliniano.)

Non sono una bugiarda su internet ma non dico la verità (non sono la stessa cosa) sono sempre interessata alla questione della firma che rende una "creazione" riprovevole o venerabile per alcune menti.
Il critico Emanuele Rauco più volte ha deriso (secondo lui) la sottoscritta sulla suo profilo facebook e sul suo twitter; non mi sento toccata da tutto ciò, so chi sono e le opinioni sul mio riflesso sono spesso il riflesso degli opinionisti.

Due anni fa Alberto Di Felice (non professionista né studioso di cinema ma amatore) scrisse un'analisi sulla sottoscritta in breve ve la riassumo:

- il colore rosa molto presente nei miei profili social, era la prova inconfutabile della mia incapacità e superficialità

*Alberto come here, give me more luoghi comuni, pleaseee*

- I vaghi interessi al trucco e all'abbigliamento sono per lui la prova definitiva; la sottoscritta appartiene alla semplice apparenza.

- Alberto si rammarica perché la sottoscritta ha invaso il campo delle "videorecensioni" precedentemente appartenuto a Rauco (con ben 38 iscritti, che sicuramente non sono una prova del demerito del suo prodotto ma sicuro sono una prova della non efficacia di intrattenimento del suo prodotto. Youtube, cinema e tv sono anche quello: INTRATTENIMENTO e bisogna saperlo fare)

- Mi da della Borgatara, purtroppo non lo sono quanto vorrei... Ciao Gnappette mie.

- cito "Barbie Xanax detesta Moccia perché vorrebbe vendere tanti libri quanti ne vende lui." la grandissima motivazione sempre verde, sei invidiosa. Cercherò di comprare dell'invidia made in PRC su ebay più tardi ma ora il pezzo forte.

Ecco la mia BUGIA:
- nel finale Alberto DF dice per filo e per segno quanto siano stupide le mie classificazioni: il critico anteriore, quello di quantità ecc... Alberto DF si fa una bella risata per queste categorie secondo lui assurde in cui mi da della cretina ma ecco la bugia:
Quelle classificazioni sono state copiate dalle classificazioni critiche di Alberto Pezzotta nel libro La critica cinematografica. Pezzotta ha tenuto corsi allo IED, al Master in comunicazione cinematografica dell'università cattolica di Milano; nel libro citato ritroverete tutte le citazioni provenienti dal mio video. A. Pezzotta fa "solo" parte del comitato di selezione della mostra del cinema di Venezia ed è autore di moltissimi libri interessanti che vorrei leggere come quello su Brunello Rondi; insomma non è l'ultimo arrivato nell'ambito della critica del cinema ed ha un CV più autorevole del mio, dell'inesistente cv da critico di Alberto de Felice non essendo un critico o di quello di Emanuele Rauco.

Vorrei riflettere con voi su alcune domande:

  • Esiste un corpo del critico ovvero una fisicità adatta per essere un critico cinematografico? 
  • Una certa estetica preclude a priori la validità delle proprie affermazioni agli occhi di molti?
  • Se De Felice avesse ascoltato/letto quelle classificazioni sul libro di Pezzotta le avrebbe criticate e derise allo stesso modo secondo voi?


In realtà la mia non era una bugia visto che il libro figura come fonte sotto il video, però amo i fattoidi, i titoli sensazionalisti e volevo questi 15 minuti di attenzione.



PS. Il rosa negli anni è stato usato per imprigionare un genere o per marchiare un orientamento sessuale; io scelgo il rosa perchè per me è un simbolo di libertà, di un'identità che è ciò che vuole.






banner a tema vestiti rosa, apprezzeranno.

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6 commenti

  1. Ma perchè gli rispondi dopo 2 anni ?

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  2. RandomAccessTulli2 gennaio 2014 17:50

    Beh l'estetica distoglie l'attenzione di quelli che badano SOLO all'estetica fregandosene del contenuto. Dell'opinione di questa gente direi che puoi benissimo fregartene, visto che non inficiano affatto il tuo lavoro che io (e non solo) trovo assolutamente di qualità.
    Saluti

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  3. Non ho visto il film, non pensavo mi sarebbe piaciuto. È incredibile come tu, con le tue recensioni riesca a trovare aspetti interessanti di film che non guarderei mai.
    Ora necessito di vederlo, a differenza di quando vidi il trailer del film. Sembra interessante.

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  4. Letizia Pizzarelli2 gennaio 2014 17:59

    La tipica mentalità occidentale preclude la convivenza degli opposti. L'opposizione più banale e socialmente purtroppo accettata è quella di: bellezza/cura contro cultura/intelligenza. Cosa si può fare? Puntare sull'essere l'esempio vivente che entrambe possono tranquillamente convivere.

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  5. La domanda di Daniele mi sembra molto pertinente!

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  6. Ha così poco seguito che ha bisogno di scavare nel passato per scrivere qualcosa di nuovo.

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