"Amore criminale" ? per piacere cambiate titolo

13:56

La Tv è un medium come un altro, non vive d'aria ne di opere di bene ma di spazi pubblicitari all'interno dei programmi che aumentano di valore economico proporzionalmente al pubblico potenziale.
Una ricerca del sensazionalismo la comprendo da reti private il cui unico sostentamento sono proprio gli accordi pubblicitari; dalla tv pubblica non condivido molto la strumentalizzazione della cronaca nera però secondo me è arrivato il momento di guardare in faccia il cambiamento.
Ho visto solo ieri lo spot del ritorno di Amore criminale, un programma condotto da una donna che parla ad altre donne di una storia di donne. Vista l'attenzione alla violenza sulle donne soprattutto nell'ambito familiare si è ben pensato di riesumare un programma che sicuramente ora otterrà più ascolti, prima era spesso relegato in seconda o terza serata con una conduttrice meno materna, meno emotiva come Camilla Raznovich, la trovavo un esempio di forza per la sua storia personale. Con lei il programma diventava un messaggio forte e positivo.

Un programma del genere deve parlare a tutti uomini e donne, la violenza domestica non è <> ma un problema sociale che riguarda una società eterogenea. Il patetismo che traspare dalla nuova versione lascia intendere una tragedia inevitabile, una tragedia da osservare da lontano. Questa nuova pratica rende lo spettatore passivo, non penserà mai che la sua stessa vicina possa vivere la stessa situazione ma vedrà quel dramma come qualcosa di circoscritto al contesto, qualcosa che non ti toccherà mai da vicino. Irrompere l'approccio passivo vorrebbe dire far prendere coscienza allo spettatore di un problema sociale che può risolvere attivamente in prima persona, consigliando un'amica a denunciare, aiutandola o deporre come testimone (molti si rifiutano per non essere messi in mezzo).

Questo cambiamento di rotta rende il programma una strumentalizzazione sulla cronaca nera, quindi proporrei alla Rai di cambiarne il titolo con Relazioni criminali. L'Italia ha un passato troppo recente di abusi familiari fisici, su mogli e figli quindi è giusto far capire a prima vista allo spettatore o spettatrice che "l'amore" non allude mai alla violenza fisica e/o psicologica, l'amore non si trasforma mai in "amore criminale", questo binomio è un tentazione troppo forte di emulare il più noto binomio epico di Eros & Thanatos, sarebbe bello ricondurre il crimine a qualcosa di mitologico o ancestrale ma non è nulla del genere. Una donna uccisa dal proprio compagno o ex compagno ha a che fare con il crimine non con Rome & Giulietta. Le uccisioni o percosse legate alle relazioni o alla loro conclusione non hanno a che fare con parole come : amore, gelosia, raptus, emotività ma con parole come : possessione, controllo, mancanza di libertà, mancanza di rispetto.
Gli assassini descritti da queste storie o dalla cronaca non sono mossi da emotività del momento ma sono persone che minuziosamente hanno teso trappole, organizzato attacchi o minacciato precedentemente ciò che avrebbero fatto alle vittime se non avessero fatto ciò da loro richiesto.

Le violenze all'interno delle relazioni non sono casuali, le persone non si stuprano /picchiano /uccidono/ minacciano / uccidono per spaglio. BASTA strumentalizzare la cronaca nera e soprattutto BASTA continuare a perpetrare questo stereotipo pericoloso e falso di "amore" violento!
L'amore è consenso. La violenza è un crimine.

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